Il successo globale di Mix Carwashing

“Per avere successo nel settore dell’autolavaggio bisogna parlare almeno quattro lingue oltre all’italiano”. Carlo Gavotto, fondatore di Mix Carwashing, sintetizza così le sfide di un’industria, quella della costruzione dei portali per il lavaggio delle vetture, che non può prosperare senza andare oltre i confini italiani.

Il mercato domestico non offre infatti i volumi necessari per generare le fondamentali economie di scala e, soprattutto, sostenere gli ingenti investimenti per lo sviluppo di nuovi prodotti.

L’espansione di Mix Carwashing oltre i confini italiani

Mix Carwashing ha raccolto questa sfida fin dal lontano 2005 e oggi può vantare una presenza in ben 35 Paesi, che vanno dal Sud America fino al Medio Oriente.

La prima meta (in ordine temporale) del gruppo fondato da Gavotto è stata la Spagna a cui sono seguite, in rapida successione, la Germania e la Francia.

Più di recente, sempre restando in Europa, è stata la volta di Portogallo, Polonia, Romania, oltre a tutti i Paesi del Nord Europa, ovvero:

  • Svezia
  • Norvegia
  • Danimarca
  • Svizzera
  • Danimarca
  • Olanda

Il caso cileno

Al di fuori dei confini del Vecchio Continente il mercato che Mix Carwashing serve da più tempo è quello cileno, che presenta non poche difficoltà da un punto di vista logistico.

“Il Cile è lungo quasi quattro volte l’Italia e questo non facilita di certo le consegne – dice Gavotto – ciononostante rappresenta per noi un mercato storico ed importante, visto l’elevato numero di impianti di lavaggio che consegniamo ogni anno. La sfida nel presidiare un mercato come quello sudamericano non sta solo nelle distanze ma anche nelle tipologie di portali richiesti”.

I veicoli che circolano in quella parte del mondo sono infatti di dimensioni maggiori rispetto a quelli italiani, cosa che peraltro si registra anche nella parte settentrionale del continente americano.

Strategia di vendita e valore del prototipo

La strategia di vendita di Mix Carwashing si distingue nettamente dalla concorrenza, fungendo da fattore chiave per il suo successo nell’internazionalizzazione.

“La nostra strategia prevede lo sviluppo dei prototipi senza l’addebito di alcun costo al potenziale acquirente – rivela l’imprenditore piemontese – questo ci differenzia nettamente da molti nostri concorrenti che chiedono un importo che viene poi scontato dall’eventuale ordine”.

Questo approccio richiede però un posizionamento aziendale basato su:

  • solidità finanziaria: fondamentale per sostenere gli investimenti nello sviluppo di nuovi modelli
  • eccellenza ingegneristica: per realizzare in tempi brevi (90-120 giorni) i prototipi
  • capacità di individuare le esigenze del cliente: il prodotto finale deve rispecchiare appieno le richieste, anche da un punto di vista estetico

I due pilastri del successo: estetica ed innovazione

Fin dalla sua nascita nel 1987, Mix Carwashing ha posto un’enfasi particolare sull’estetica dei suoi prodotti.

“L’autolavaggio deve essere bello e possibilmente nuovo. Mi piace paragonarlo ad un albergo dove il cliente si reca se le stanze sono moderne e ben arredate: la stessa cosa vale per i proprietari di automobili, che sono attratti dai portali che si presentano meglio”, sottolinea Gavotto, secondo il quale la bellezza è una delle caratteristiche fondamentali del Made in Italy e questo vale anche nel settore dell’autolavaggio.

L’altro grande pilastro su cui si fonda il successo di Mix Carwashing è l’innovazione. Il mercato richiede macchine sempre più efficienti nell’uso dell’acqua e dei detergenti e sempre più precisi nel lavaggio dei veicoli, anche nei punti dove è più difficile arrivare con i getti d’acqua.

“Senza innovazione non si va lontano – spiega Gavotto – i nostri prodotti più recenti sono all’avanguardia in materia di sicurezza, sostenibilità, efficienza e ovviamente estetica”.

Il peso dell’export nel bilancio di Mix Carwashing

Ancora oggi la strategia di internazionalizzazione di Mix Carwashing prosegue ininterrotta e le cose non potrebbero stare diversamente.

L’ultimo tassello è stata la partecipazione alla fiera Automechanika Riyadh in Arabia Saudita dove, nell’aprile scorso, ha allestito uno stand in collaborazione con il distributore locale Red Line, registrando un’eccezionale affluenza nei tre giorni di manifestazione.

I successi ottenuti negli ultimi vent’anni – dalla fondazione nel 1987 al 2004 le vendite erano state solo in Italia – sono chiaramente visibili nel bilancio di Mix Carwashing.

Se all’inizio del processo di internazionalizzazione l’Italia pesava per il 90% sulle vendite con il restante 10% realizzato all’estero, adesso la situazione si è ribaltata: i ricavi realizzati nel mercato domestico sono solo il 20% del totale e l’80% arriva da quelli esteri (dati relativi al primo semestre di quest’anno).

“In vent’anni ci siamo profondamente trasformati – conclude Gavotto – Se non lo avessimo fatto, oggi non saremmo qui a raccontarlo”.

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